CODICE ETICO

 

 


La Carta etica: sappiamo quanto la nostra professione sia delicata sotto un profilo etico. La carta non vuole essere un codice prescrittivo, ma una fonte di ispirazione per i coach che vogliono essere appagati e soddisfatti del loro lavoro. Ricerchiamo un’etica ispiratrice del benessere relazionale attraverso il confronto intorno ai valori morali della nostra professione. Un’etica che riguardi la ricerca del bene comune dei coach e dei nostri clienti. LA CARTA ETICA 

La presente Carta Etica vuole ispirare una buona pratica professionale in ragione del benessere e dell’efficacia dalla relazione Coach Cliente.

ASSOCIAZIONE ITALIANA COACH PROFESSIONISTI - IV Congresso, Roma 20 ottobre 2013
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1. LA FILOSOFIA DI COACHING DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA COACH PROFESSIONISTI

1.1. L’Associazione Italiana Coach Professionisti (AICP) è promotrice di una concezione del Coaching che si caratterizza per:

1. I. L’attenzione orientata alla persona, alle sue potenzialità ai suoi poteri e talenti.
2. II. La metodologia e la tecnica: un coach studia, si aggiorna, condivide esperienze, è in un processo di formazione permanente.
3. III. Lo studio: per un coach studiare significa ascoltare gli altri, capirli, comprenderli,assumerli creativamente e criticamente.
4. IV. Lo sviluppo personale: un coach cerca di essere consapevole delle proprie potenzialità, sa come valorizzarle, svilupparle, allenarle.
5. V. Il Coaching ha come fine ultimo l’alleanza con il proprio cliente nel percorso della sua autorealizzazione.


2. PRINCIPI GENERALI
2.1. Il coach deve porsi obiettivi miranti a sviluppare, accrescere, approfondire teoria e prassi nell’ambito del coaching; a tale scopo favorirà la cooperazione, l’apertura, l’informalità, la libertà di espressione, la possibilità di utilizzare risorse sociali, economiche, materiali.
2.2. Elemento decisivo dell’attività del coach è la relazione umana, per questo l’impegno di ogni professionista sarà verso la costruzione di relazioni di collaborazione e rispetto reciproco.
2.3. Il coach utilizza la metodologia del coaching per la quale è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici e non crea nel cliente aspettative infondate. Il coach è uno studente a vita, oltre ad aggiornarsi rispetto alla sua specifica attività, mantiene vivo ed operativo l’interesse per tutte le discipline.
2.4. Nella sua attività di ricerca il coach dovrà sempre avere il consenso di coloro che sono coinvolti ed altresì dovrà garantire ai soggetti la libertà di ritirare il consenso stesso. Deve comunque essere tutelato il diritto alla riservatezza, alla non riconoscibilità ed all’anonimato.
2.5. Nella propria attività di formatore, supervisore; il coach stimolerà gli allievi, gli attuali o potenziali coach all’interesse per i principi etici dell’associazione, anche e soprattutto attraverso il proprio esempio e la propria condotta personale e professionale.

3. RELAZIONI CON IL CLIENTE
3.1. La relazione di Coaching ha il suo fondamento nella richiesta del cliente e nel rispetto reciproco definito da precisi confini professionali e legali (ex L.4/2013 e ss.). Il coach,consapevole delle differenze personali e culturali, riconosce la libertà del cliente di esprimere sé stesso, i suoi bisogni, le sue credenze, il suo diritto di autodeterminarsi e di stabilire gli obiettivi per il proprio sviluppo e la propria felicità. A sua volta è libero di non collaborare verso obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni etiche: si asterrà anche dal collaborare ad obiettivi il cui conseguimento comporti da parte del cliente la violazione di norme di Legge.
3.2. Il coach fornisce al cliente informazioni adeguate e comprensibili circa le sue prestazioni attraverso la stipula di un contratto alla prima sessione di coaching. Cliente e coach hanno reciproci diritti e doveri, strutturati anche in base al presente codice etico, è compito del coach esplicitarli.
3.3. La componente economica a carico del cliente deve essere sempre stabilita in modo chiaro nel primo incontro. Ogni modifica al contratto iniziale deve essere concordata con il cliente ottenendo il suo consenso e quello di altre persone eventualmente implicate nel contratto stesso.
3.4. Il coach avrà cura di mantenere la relazione di coaching entro limiti di tempo, di obiettivi e di contenuti tali da non creare sovrapposizioni indebite con professioni di altro tipo, anche ai sensi della Legge 4/2013.
3.5. Il coach e/o il cliente possono proporre l’interruzione del rapporto professionale quando ravvisano l’inefficacia e l’inadeguatezza del percorso di coaching. In questo caso il coach valuta l’opportunità di fornire al cliente le informazioni necessarie atte a ricercare altri e più adatti interventi.
3.6. Qualora coach e cliente dovessero intrattenere relazioni che sono altro dalla relazione di coaching, il coach è responsabile perché queste relazioni siano distinguibili, chiare e inequivocabili.
3.7. Le prestazioni professionali a persone minorenni sono subordinate al consenso di chi esercita la potestà genitoriale.
3.8. Quando il committente è altro rispetto al destinatario dell’intervento di coaching, il coach è tenuto a chiarire con le parti in causa natura, modalità e finalità dell’intervento.

4. RAPPORTI CON I COLLEGHI
4.1. I rapporti tra colleghi sono finalizzati alla creazione ed allo sviluppo di una comunità che persegue la libera e incondizionata circolazione del sapere, delle conoscenze, delle tecniche e delle esperienze concernenti il coaching.
4.2. Il coach si impegna a contribuire allo sviluppo della teoria del coaching comunicando i progressi delle sue conoscenze e delle sue tecniche attraverso l’AICP.

5. SEGRETO PROFESSIONALE
5.1. Il coach è tenuto al segreto professionale mantenendo la riservatezza sulle prestazioni, sui loro contenuti anche relativamente all’esistenza della prestazione stessa.
5.2. La raccolta dati sarà conservata e archiviata in conformità alle disposizioni vigenti.
5.3. La rivelazione del segreto professionale è consentita solo con il consenso del cliente, evitando che ciò violi la riservatezza di altre persone.
5.4. Il coach deve mettere al corrente il cliente che la violazione del segreto professionale è obbligatoria se richiesta dalle Autorità in casi di procedura giudiziaria.
5.5. Nel caso di obbligo di testimonianza il coach limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela del soggetto.

6. RAPPORTI CON LA SOCIETA’
6.1. I rapporti con iscritti ad altre associazioni sono stimolati e improntati alla crescita professionale ed alla lealtà.
6.2. Il coach presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza, competenza. Riconosce quale suo dovere quello di aiutare il pubblico ed i clienti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni scelte.
6.3. Nell’attuare forme di pubblicità il coach farà riferimento ai principi espressi nel presente codice etico; il messaggio sarà veritiero, formulato nel rispetto del decoro professionale e conforme alla serietà scientifica.
6.4 Esclusivamente i Soci Aicp, come da elenco aggiornato annualmente, presente nel sito AICP, sono autorizzati a pubblicizzare la loro iscrizione ad AICP stessa mediante l’utilizzo del logo AICP, fornito al momento dell’iscrizione.
Nessuno, non iscritto ad AICP e/o non in regola con il pagamento della quota di associazione annuale, può utilizzare, in alcuna forma ed in alcun luogo, il logo AICP nelle sue interazioni col pubblico, pena la diffida ufficiale di Aicp, l’inserimento della diffida stessa sul sito AICP ed altre azioni legali che il Consiglio Direttivo ritenga intraprendere, a tutela del buon nome dell’Aicp e
della buonafede del Pubblico, per far cessare l’uso abusivo del logo AICP, fatte salve eventuali ulteriori azioni di risarcimento danni.

7. FORMAZIONE DEI COACH
7.1. Il coach è quel professionista che ha frequentato un corso di formazione teorica e pratica di almeno 80 ore dedicate esclusivamente al coaching.
7.2. La frequenza ed il conseguimento del diploma di Coach Professionista attraverso corsi riconosciuti dall’AICP, erogati da trainer associati ad AICP, assicura l’iscrizione ad AICP a semplice richiesta e versamento della quota associativa.
7.3. Le scuole, con corsi riconosciuti da AICP, verificano i requisiti curriculari dei candidati allievi, il livello di apprendimento e crescita degli allievi stessi.
7.4. Le scuole con corsi riconosciuti mantengono con AICP rapporti improntati a trasparenza e chiarezza.
7.5. Le scuole con corsi riconosciuti forniscono informazioni chiare e complete ai propri studenti, relative ai programmi, all’organizzazione dei corsi. ai loro costi, ai regolamenti interni e alla normativa legislativa in materia.
7.6. L’AICP promuove la formazione permanente dei suoi soci, anche attraverso sue proprie specifiche iniziative di formazione.
7.7. I soci di AICP si impegnano a formarsi ed aggiornarsi costantemente, in osservanza dei regolamenti emanati dal Consiglio Direttivo, per almeno 40 ore all’anno, con relative attestazioni da allegare al rinnovo dell’iscrizione ad Aicp.
7.8. AICP richiede requisiti minimi, determinati dal CD, di professionalità e aggiornamento continuo da parte dei formatori incaricati della formazione permanente.

8. COMISSIONE ETICA INDIPENDENTE
8.1. La “Commissione Etica Indipendente” é composta dai Past President Aicp e dal Responsabile etica che viene nominato dal Congresso;
8.2. ha il compito di vigilare sull’osservanza della Carta Etica da parte dell’Associazione e dei soci;
8.3 raccoglie materiale utile per formulare al Consiglio Direttivo proposte di revisione della presente Carta Etica;
8.4. Istruisce e decide a maggioranza eventuali procedimenti disciplinari nei confronti dei soci;
8.5. Il Responsabile Etico cura lo sportello di riferimento per il cittadino consumatore, al quale i Cittadini Clienti si possono rivolgere per richieste di informazioni e/o eventuali controversie con i
professionisti aderenti all’AICP. I contatti a cui rivolgersi sono pubblicizzati sul sito di AICP.

9. SANZIONI DISCIPLINARI
9.1. La Commissione Etica Indipendente, sentito l’interessato, può, con delibera a maggioranza, decidere l’espulsione del socio per violazione della legge dello Stato, è altresì contemplata l’espulsione o la sospensione nel caso di violazione del Codice Etico ed in caso di condanna dell’Associato, con sentenza passata in giudicato, per reati non colposi con pena detentiva non inferiore ai due anni; per reati colposi la Commissione Etica Indipendente delibererà valutando la specificità del caso. Il professionista espulso può, a domanda, essere di nuovo iscritto all’AICP dopo aver ottenuto, a maggioranza, la riabilitazione dal Congresso.

 

 

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